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lunedì 6 febbraio 2012

Come sono fatti i telai in CARBONIO..??

Il carbonio é un elemento chimico non metallico che sulla tavola periodica degli elementi è indicato con la lettera C. Non tutti sanno che questo elemento ha diverse forme allotropiche, cioè si presenta sotto diverse forme. Le due forme piu comuni sono il diamante e la grafite. A questo punto la domanda sorge spontanea: Avete mai visto una bicicletta fatta di diamante? Forse costerebbe un po' troppo. Avete mai visto nessuno disegnare usando un telaio di grafite? Forse è piu comoda una matita. La verità é che quando compriamo un telaio, chiamato normalmente "in carbonio", in realtà stiamo comprando un telaio in FIBRA di carbonio.
La fibra di carbonio é un materiale composito cioè formato da dei fili di carbonio immersi in una matrice, generalmente di resina, che "li tiene insieme". Il vantaggio principale del carbonio è quello di essere molto leggero e molto resistente, lo svantaggio invece è quello di essere molto resistente ma solo nella direzione verso la quale sono orientate le fibre. Per questo motivo, per creare un telaio in fibra di carbonio è necessario affrontare uno studio approfondito di tutte le sollecitazioni a cui sarà sottoposto per trovare la giusta inclinazione delle fibre. I telai più recenti sono spesso fatti in fibra di carbonio UNIDIREZIONALE, questo significa che non c'è piu la trama (a quadretti) che siamo abituati a vedere ma i fili sono orientati tutti nella direzione della sollecitazione massima.
Perchè allora tante persone hanno "paura" a usare componenti e telai in carbonio? La risposta sta nella presentazione che è stata data al carbonio quando è stato lanciato sul mercato. I primi telai in fibra erano composti da tubi di carbonio uniti con giunture in alluminio e le tecniche di incollaggio non erano quelle di oggi. Tra carbonio e alluminio si creava, per questioni chimiche, una migrazione di elettroni che portava alla rottura del telaio. Oggi però sono stati fatti molti studi su questo nuovo materiale e si può dire che la fibra di carbonio è diventata affidabile quanto i materiali precedentemente usati (anche più affidabile).
Se un telaio si rompe, essendo fatto di materiale composito è sempre riparabile applicando strati aggiuntivi ma spesso non ne vale la pena. In questi casi è sempre consigliabile chiedere consigli a degli esperti.


martedì 17 gennaio 2012

FISICA APPLICATA ALLA MTB: come si guida la bici?

La fisica, detta anche: "La Scienza della Natura"; agli occhi di tanta gente é vista come l'arte di spiegare fenomeni apparentemente semplici con una moltitudine di complicate formule matematiche.
Posizione centro di massa
Chi si sarebbe aspettato che un giorno, la fisica, ci avrebbe dato dei consigli per guidare meglio e con piu sicurezza una MTB?
Facendo riferimanto a un articolo apparso su "mtb-forum" proverò a spiegare un po' di fisica applicata alla MTB. Il caro vecchio Baricentro; che tutti abbiamo conosciuto quando abbiamo provato a far stare in equilibrio un pallone sulla testa oppure un manico di scopa sul mento, prende anche il nome di centro di massa oppure centro di gravità. In fisica, il centro di massa di un sistema è il punto geometrico corrispondente al valor medio della distribuzione della massa del sistema nello spazio, cioè quel punto dove possiamo immaginare che si concentri l'intera massa del corpo. Quando si guida una MTB però i corpi in movimento sono 2: bicicletta + biker. Si deduce quindi che ogni corpo abbia un proprio baricentro. Il baricentro del biker é circa in corrispondenza delle anche. Quando però sale sulla bici si viene a creare una sorta di baricentro virtuale uomo+bici che non ha un punto fisso ma varia a seconda degli spostamenti che il biker fa per affrontare una salita, una discesa oppure un pezzo in piano. In parole povere tutti i movimenti (avanti-indietro, destra-sinistra, alto-basso) che noi facciamo sulla bici possono essere "riassunti" dal centro di massa. In base alla posizione che teniamo in sella o fuori sella, la posizione del centro di massa cambia. Questo significa che decidiamo noi quando, come e dove spostare il centro di massa ma quali vantaggi ci sono?
Un centro di massa centrale (biker seduto sulla sella) implica un carico (circa) equamente distribuito su entrambe le ruote e quindi uguale aderenza sulle due ruote. Una brusca accelerazione sposta il carico sulla ruota dietro con la conseguenza che la ruota anteriore della bici si alza e viceversa, una brusca frenata sposta il carico in avanti e comprime la forcella. Questo fenomeno si chiama SQUAT. Questi "ondeggiamenti" della bici sono principalmente determinati (come spiega l'autore dell'articolo su mtb forum) dal passo (distanza mozzo-mozzo). Se il passo é corto sono favoriti gli ondeggiamenti, se é lungo sono sfavoriti. Se il centro di gravità é basso la bici é piu stabile e se é alto i carichi si spostano più facilmente. Per riassumere, una bici con passo corto e baricentro basso equivale nel comportamento a una bici con passo lungo e baricentro alto. Detto questo passiamo alla pratica:
-Se dobbiamo affrontare una curva veloce e ampia conviene tenere il baricentro centrale per avere uguale grip su entrambe le ruote.
-Se siamo su un tornantino stretto conviene alzare il centro di massa per spostare meglio il carico e magari permettere di derapare alla ruota dietro.
Centro di massa basso e centrale
-In salita (ripida) conviene tenere il centro di massa basso (maggiore stabilità del mezzo) e arretrato per dare grip al posteriore e allaggerire l'anteriore.
-Sulle discese ripide, mentre si frena, se si arretra con il baricentro si aumenta l'effetto frenante in quanto si da piu carico e grip al posteriore.
-Sul fango, infine, é meglio tenere il baricentro basso e spostare bene i carichi indietro quando si accelera avanti quando si frena e centrale nelle curve per evitare di far perdere aderenza alla ruote.

giovedì 5 gennaio 2012

PORTIAMOCI AVANTI

Pochi giorni fà sul sito MOUNTAINBIKE.COM é apparso un articolo che parlava delle novità 2013 che alcune delle più importanti case costruttrici di componenti per biciclette hanno in serbo. In particolare queste case sono: Shimano, Sram, Fox, Easton. Cliccando sul link della prima riga si può accedere direttamente all'articolo originale (in inglese), io tenterò di riassumere brevemente il tutto.
Le principali novità che i costruttori di mountainbike e componenti hanno svelato a porte chiuse a Taiwan sono state un nuovo gruppo completamente rivisitato per Shimano, una forcella rinnovata per RockShok e Fox e nuove ruote in carbonio per Easton.
Shimano per il 2013 preparerà un nuovo "direct-moumt", cioè un nuovo standard per il supporto del cambio posteriore. Il nuovo cambio sarà posizionato più lontano dall' asse della ruota per facilitare montaggio e manutenzione ed eliminerà il breve link ora presente sui cambi Shadow e Shadow+.
Importanti novità per gli amanti del gravity, infatti il gruppo Shimano Saint sarà completamente ridisegnato e rinnovato con una cassetta a 10 velocità. I freni saranno a 4 pistoncini ma ceramici come per XTR. I freni useranno la tecnologia ICE tech che prevede un disco a strati con acciaio all'esterno e alluminio all'interno e le pastiglie saranno dotate di alette di raffreddamento.
Rivoluzioni sulla Air part delle forcelle RockShok e pare che possa nascere una versione trail dell' x0 a 4 pistoncini. Per i gruppi x0 x9 e xx ritorneranno i comandi grip shifters con una molla però più rigida.
Come già detto qualche riga più in alto Easton sta progettando una nuova ruota in carbonio EC70, un pochino più economiche rispetto alle EC90 e peseranno 60g in più rispetto a queste ultime e saranno disponibili in due diametri. L'ultima novità riguarderebbe le forcelle FOX; pare infatti che FOX stia studiando un nuovo prototipo di forcella 650b (per 27.5") avendo preso l'incarico da un grosso produttore di mountainbike che non è ancora noto.
Chissà se queste voci saranno poi confermate o smentite? L'unico modo per scoprirlo é aspettare. :-)

domenica 4 dicembre 2011

TO BE OR NOT TO BE..???

Essere o non essere? questo era il famoso problema dell'Amleto di William Shakespeare ma oggi, in una tipica giornata invernale, il problema che attanaglia la mente di molti è un altro. E' proprio nel periodo in cui ci si rilassa dalle fatiche della stagione 2011 di MTB ormai finita e si inizia a pensare al 2012 che i dubbi si fanno sempre più grandi e la domanda che sorge spontanea è: 26" o 29"?...questo è il problema!
Io su una 29" non ci ero mai salito e mi sentivo molto scettico sul fatto che una bici con le ruote cosi grandi potesse dare vantaggi importanti in gara. All' inizio se ne vedevano poche in giro ma con il passare dei mesi, forse anche con la complicità di Yaroslav (Kulhavy) che ha vinto tutto quello che c'era da vincere con una twenty-nine, abbiamo iniziato a vederne molte di più in mano a professionisti e non. In effetti anche io ero d'accordo con Marco Aurelio quando, un po' di tempo fa l'aveva descritta con un "looks shitty" perchè le linee grintose di una 26" erano più accattivanti ma a fine stagione arriva la Roc e anche Marco si presentò in griglia con le ruotone; le impressioni non sembrarono brutte tanto che pochi giorni dopo elencò 29 motivi per fare la Roc!
Ma non è che per caso qui si sono fatti prendere tutti dalla mania della 29" e pensano che con la 26" non si può più riuscire a competere in nessun modo in gara? Non è che magari è solo una moda e tra un mese ci rendiamo conto che magari porta vantaggi solo nelle gran fondo ma nel xc vanno ancora benissimo le 26"? Non è che io sono troppo basso per una 29"?
L'unico modo per rispondere a queste domande era uno solo: Provare una 29"!!
E cosi ho fatto! ora posso dire che:
-La prima impressione che dà una ventinove dopo poche centinaia di metri è che la velocità di "crociera", anche sostenuta, si può mantenere senza continuare a spingere sui pedali. L'effetto volano si sente e in pianura da' una grossa mano perchè ci fa andare forte, ci mantiene una velocita "costante" e ci fa risparmiare un pochino di energia in più rispetto alla 26".
-In salita, e per salita intendo una salita da xc con foglie radici e sassi che si muovono, le ruote girano e non slittano quasi mai, ci permette di scegliere più traiettorie e la stabilità è maggiore.
-In discesa trasmette sicurezza e stabilità, permettendo a qualsiasi bikers di aumentare la velocità e di spostare il "limite" più su facendo rimanere nel mazzo tutti e 4 i jolly (salvo in casi estremi).
-Nello stretto ovviamente è più ingombrante di una 26" ma quando si prende confidenza con le geometrie "oversize" e si spostano più marcatamente i pesi ci si rende conto che alla fine gira quasi come una 26".
-L'unico difetto che si nota è quello del cosiddetto "rilancio". Se con la 26"alzarsi sui pedali, spingere con forza e prendere velocità era un attimo, con una 29" diciamo che è...un attimo e mezzo! Questo è dovuto al fatto che le ruote sono più ingombranti e per "lanciarla"  bisogna sfruttare molto le leve cercando di trasferire più forza possibile al suolo.
Come ho detto prima, la 29" trasmette molta stabilità e sembra che cappottarsi sia impossibile ma il buon Burry Stander ci mostra in questo video che, è difficile ma non impossibile..!!! =)