Ecco un bel video di due miei ex compagni di squadra...i Lupato brothers.
2 brothers 2 bikes - mikrec on Pinkbike
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mercoledì 27 giugno 2012
sabato 12 maggio 2012
martedì 8 maggio 2012
Grazie..!!
Volevo ringraziare FRABERTO e Carmine Catizzone per la foto e per la presentazione della foto fatta sul sito MastercrossMTB..!!
domenica 12 febbraio 2012
Coming soon...
Alcune immagini della MTB che userò durante la stagione 2012. Per ulteriori informazioni ci si vede il 4 Marzo a Maggiora..!!!
martedì 31 gennaio 2012
Niente più MTB a Berna?
News preoccupanti dalla vicina Svizzera. A quanto pare alcuni proprietari terrieri del Canton di Berna hanno proposto alle autorità di vietare l’utilizzo delle mountain bike sui singletrack e sulle piste forestali del cantone. Ancora la legge non è stata modificata, in quanto il processo prevede un periodo di sollecitazione pubblica, dove viene proposto attraverso un sistema standardizzato molto simile ad un referendum, un coinvolgimento della popolazione e soprattutto delle parti interessate (abitanti, proprietari terrieri, albergatori, ecc…) al fine di presentare una soluzione o un compromesso. Il problema nasce dal fatto che il numero sempre crescente di biker che affollano il Cantone nel periodo estivo crea non pochi inconvenienti al territorio. Sentieri distrutti, solchi profondi e immondizia sono notevolmente aumentati negli ultimi anni. La proposta di legge sarebbe quella di vietare il passaggio su strade e sentieri con una larghezza inferiore ai 1,2 metri ed imporre delle sanzioni pecuniarie per i trasgressori. Si parla di multe che variano dai 250 ai 20.000 franchi svizzeri (da 200 fino a 16.000 euro), sanzioni effettivamente pesanti per una giornata di riding. Certo non si tratta di una conclusione scontata. Gli operatori turistici non si trovano d’accordo con la proposta in quanto penalizzerebbe, e non di poco, hotel, ristoranti e l’intero settore. Anche le guardie forestali, contrarie alla proposta, si chiedono come poter controllare tutta la rete sentieristica montana, in quanto sarebbe difficile se non impossibile, da amministrare. “La Svizzera è un paese che vive di turismo montano” commenta Samuel Hubschmid (Trailnet.ch), “migliaia di appassionati delle discipline outdoor raggiungono il nostro paese proprio per le montagne”. Proprio Trailnet.ch, un’organizzazione a difesa della mountain bike ha sviluppato un documento contro la proposta di legge. Una proposta a dir poco incoerente anche con la politica del cantone stesso, dove la bici è specificatamente pubblicizzata. I Cantoni svizzeri hanno un ampio margine di discrezionalità per promulgare le proprie leggi, ed infatti la proposta di tale legge viene esclusivamente da un solo cantone, quello di Berna. Sarebbe infatti una politica regressiva quello di vietare tutte le Alpi Svizzere ai turisti delle due ruote! La domanda sorge spontanea: ma allora perché i turisti dovrebbero andare a Berna se gli si vieta la possibilità di visitare le montagne? Perché se il turismo sportivo e più specificatamente, per questa regione, quello della mountain bike porta un introito alquanto elevato si sta decidendo di escluderlo? Voi cosa ne pensate?fonte: triride.com / solobike.it
venerdì 20 gennaio 2012
LONDRA 2012: i giochi più sicuri di sempre?
Il 18 gennaio 2012 sul sito de lastampa.it é apparso un articolo che ha dell'incredibile. Lo riporto qui sotto direttamente dal sito ufficiale; il titolo originale era: "Il dossier sicurezza viene dimenticato in treno". Per fortuna dopo poco tempo il dossier é rientrato nelle mani di Scotland Yard ma la vicenda é al quanto bizzarra.
Piani dettagliati, elenco delle esercitazioni e note a margine:
«Ricetrasmittenti disastrose».
Scotland Yard: «Imbarazzante»
ANDREA MALAGUTI
corrispondente da londra
Non trascureremo alcun dettaglio per garantire che le Olimpiadi di Londra siano le più sicure di sempre». Nell’istante esatto in cui il sottosegretario al Crimine e alla Sicurezza James Brokenshire rassicurava la Gran Bretagna sull’impenetrabile meccanismo protettivo predisposto per i Giochi grazie a un investimento da 600 milioni di sterline, un anonimo impiegato del Kent suonava il campanello della redazione del Sun. «Ho trovato questo. E ho pensato di darlo a voi. Mi pare importante». Questo, allora. Un dossier nascosto in una cartellina di cartone scuro dimenticato da un poliziotto sulla carrozza numero sei del treno diretto a Dartford. Lasciato lì, come un giornale già letto, assieme alla carta dei biscotti del vagone ristorante.
Documenti ufficiali. Contenenti piani dettagliati per la difesa dei siti olimpici. Lo stadio, la piscina, il velodromo. E anche i giorni previsti per le riunioni operative e i numeri di telefono degli ufficiali coinvolti. In più qualche commento preoccupato finito a verbale. «Le ricetrasmittenti che ci hanno fornito sono un disastro. Non funzionano mai». Bene. Nell’ultima pagina l’elenco delle esercitazioni previste per i prossimi mesi. «Se lo trovava qualcuno di Al Qaeda eravamo a posto», ha commentato il Sun in un articolo intitolato «Vergogna Olimpica».
Adesso il dossier è nuovamente negli uffici di Scotland Yard, dove uno degli ufficiali addetti alla comunicazione è stato costretto ad ammettere che la vicenda è «imbarazzante». «Sapevamo della scomparsa dei files. L’agente che lo aveva in custodia ce l’aveva comunicato». Bontà sua.
La minaccia terrorismo è considerata molto seria. Gli uomini impegnati a garantire la sicurezza dei Giochi tra la fine di luglio e la prima metà di agosto saranno almeno ventunomila. Undicimila in più di quelli previsti inizialmente. La sicurezza privata, affidata alla G4S, avrà un ruolo decisivo. Nel sito della società sono ancora a disposizione i moduli per chi avesse voglia di imbarcarsi nell'avventura. Contratto a tempo determinato e paga definita «competitiva». Secondo il «Guardian» gli Stati Uniti sarebbero perplessi sulla gestione inglese. Tanto da avere deciso di mandare mille dei propri uomini al seguito della delegazione americana. Cinquecento dell’Fbi. Una scelta che ha ovviamente innervosito il governo britannico.
Il controllo delle operazioni è stato affidato alla Sas, uno dei corpi speciali più elitari del pianeta, e una centrale operativa dei servizi segreti è stata spostata a poche centinaia di metri dal Villaggio Olimpico, che sarà protetto anche da missili terra aria. Ossessivo il controllo dello spazio aereo. E lungo il Tamigi, assieme ai motoscafi della polizia, saranno pronti anche i sottomarini. Il Regno Unito si affida a un sistema difensivo capillare e sofisticato, terrorizzato dall’idea di passare agli occhi del mondo per una banda di bucanieri malridotti usciti dagli schermi dei Pirati dei Caraibi.
Documenti ufficiali. Contenenti piani dettagliati per la difesa dei siti olimpici. Lo stadio, la piscina, il velodromo. E anche i giorni previsti per le riunioni operative e i numeri di telefono degli ufficiali coinvolti. In più qualche commento preoccupato finito a verbale. «Le ricetrasmittenti che ci hanno fornito sono un disastro. Non funzionano mai». Bene. Nell’ultima pagina l’elenco delle esercitazioni previste per i prossimi mesi. «Se lo trovava qualcuno di Al Qaeda eravamo a posto», ha commentato il Sun in un articolo intitolato «Vergogna Olimpica».
Adesso il dossier è nuovamente negli uffici di Scotland Yard, dove uno degli ufficiali addetti alla comunicazione è stato costretto ad ammettere che la vicenda è «imbarazzante». «Sapevamo della scomparsa dei files. L’agente che lo aveva in custodia ce l’aveva comunicato». Bontà sua.
La minaccia terrorismo è considerata molto seria. Gli uomini impegnati a garantire la sicurezza dei Giochi tra la fine di luglio e la prima metà di agosto saranno almeno ventunomila. Undicimila in più di quelli previsti inizialmente. La sicurezza privata, affidata alla G4S, avrà un ruolo decisivo. Nel sito della società sono ancora a disposizione i moduli per chi avesse voglia di imbarcarsi nell'avventura. Contratto a tempo determinato e paga definita «competitiva». Secondo il «Guardian» gli Stati Uniti sarebbero perplessi sulla gestione inglese. Tanto da avere deciso di mandare mille dei propri uomini al seguito della delegazione americana. Cinquecento dell’Fbi. Una scelta che ha ovviamente innervosito il governo britannico.
Il controllo delle operazioni è stato affidato alla Sas, uno dei corpi speciali più elitari del pianeta, e una centrale operativa dei servizi segreti è stata spostata a poche centinaia di metri dal Villaggio Olimpico, che sarà protetto anche da missili terra aria. Ossessivo il controllo dello spazio aereo. E lungo il Tamigi, assieme ai motoscafi della polizia, saranno pronti anche i sottomarini. Il Regno Unito si affida a un sistema difensivo capillare e sofisticato, terrorizzato dall’idea di passare agli occhi del mondo per una banda di bucanieri malridotti usciti dagli schermi dei Pirati dei Caraibi.
martedì 10 gennaio 2012
LO SAPEVATE CHE...
Lo sapevate che...il ciclista più grande del mondo fù un certo Grimes di origini inglesi. Nel 1899 pesava 239kg e praticava il ciclismo.
Lo sapevate che...nel settembre 1965, nella città tedesca di Friedburg, Josè Meiffret, stabilì il record del mondo di velocità su una bicicletta pari a 127,243 miglia all'ora (circa 204 km/h) dietro a una Mercedes Benz 300sl. La bici aveva una corona anteriore di 130 denti ed un pignone di 15, pesava 20 kg e aveva le ruote in legno. Il tutto durò circa 18 secondi. Con se aveva portato un foglio recante la scritta:"In caso di incidente mortale, prego gli spettatori a non provare pena per me. Io sono un uomo povero, orfano dall'età di undici anni, e ho sofferto molto. Non provo terrore per la morte. Questo tentativo di record è il mio modo di esprimermi. Se i medici non potranno fare piu niente per me, per favore seppellitemi dal lato della strada dove sono caduto." Lo sapevate che...Ernesto Colnago, classe 1932, produttore di bici, parla con le sue creazioni (le chiama “le ragazze”). Una volta gli era capitata una bicicletta che non «andava d’accordo» con Eddy Merckx. Allora lui l’accarezzò prima di ammonirla: «Ti avverto, pischella, come ti ho creata ti distruggo! Prova ancora a far arrabbiare Merckx e ti strappo i freni e me li mangio».
Lo sapevate che...la fanciulla de "Ma dove vai? bellezza in bicicletta...", quella dalle gambe “tornite e belle”, quella che se ne andava “pedalando con ardor”, è esistita davvero, anzi è stata un mito scandaloso dei primi anni Venti. Si chiamava Alfonsina Morini, per ironia della sorte maritata in Strada, era figlia di poveri contadini emiliani e nel 1924 aveva partecipato, unica donna nella storia della competizione, al Giro d’Italia grazie all’intercessione del potente direttore della “Gazzetta dello sport”, Emilio Colombo, che aveva subito capito quale interesse morboso suscitasse la sua presenza fra i corridori, al punto che ci mise dei soldi di tasca propria purché lei proseguisse, nonostante le polemiche. All’arrivo della donna a Fiume, distrutta, in lacrime, dopo infinite forature e cadute dal sellino, dopo che addirittura aveva perduto il manubrio suscitando la solidarietà proto-femminista di una spettatrice che le aveva aggiustato alla meglio un manico di scopa, fu acclamata come i campioni più reputati.
Lo sapevate che...La bicicletta da montagna nasce in California verso la fine degli anni 60'. La base di partenza di tutte le mountain bike fu in particolare il modello "Schwinn Excelsior": una pesante bici da lavoro, risalente agli anni '30, con gomme grasse, telaio molto robusto (e pesante), robusti portapacchi, parafanghi e senza rapporti di cambio. Tali bici erano pertanto indicate per poter sopportare le sollecitazioni di escursioni fuoristrada, ed erano probabilmente utilizzate da gruppi hippies in cerca di spazi incontaminati. Tolti portapacchi e parafanghi, il passo successivo fu quello di affinare tale bici e infatti il primo serio sviluppo alle MTB fu dato da Gary Fisher, Tom Ritchey e Joe Breeze che modificarono la geometria del telaio, lo resero più leggero (con l'uso di tubazioni più resistenti e leggere) ed introdussero un cambio specifico (inizialmente adattato da trasmissioni stradali). In Italia, quando molti snobbavano le MTB, la ditta Cinelli, con buona intuizione, lanciò sul mercato il modello Rampichino.Lo sapevate che...Negli anni 1870, un inglese chiamato James Starley ha migliorato il concetto di velocipede. Ha inserito una grande ruota alla parte anteriore, cosa che permetteva di raggiungere più grandi velocità. James Starley è stato il primo ad utilizzare per le ruote dei raggi di spilla metallica sotto tensione, piuttosto che delle sbarre di legno o di metallo. Il posizionamento di questi raggi era "tangenziale" piuttosto che radiale, cosa che permetteva un migliore assorbimento delle vibrazioni causate dalla strada, una più grande resistenza alle scosse, e più grande capacità di incanalare l'energia che genera la pedalata. Il tutto su una ruota relativamente più leggera. Questo concetto di ruota è valido tutt'ora e domina sulle biciclette d'oggi.
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